I detenuti hanno diritto alla cannabis medica: decisione storica in USA

Con una sentenza rivoluzionaria anche per gli Usa, dove in fatto di cannabis medica sono molto più avanti che in Europa, un giudice del Nuovo Messico ha stabilito che i detenuti hanno il diritto di avere accesso alla cannabis medica anche all’interno del carcere.

La notizia è stata data dalla storica testata High Times, raccontando che: «La sentenza della settimana scorsa del giudice del 2° distretto giudiziario Lucy Solimon è stata emessa in una causa contro il Metropolitan Detention Center della contea di Bernalillo intentata da Joe Montaño, un residente di Albuquerque che è stato condannato per guida in stato di ebbrezza nel 2019».
In sostanza il giudice distrettuale del New Mexico ha stabilito che i detenuti e i rilasciati sulla parola hanno il diritto di usare la cannabis medica e che gli istituti correzionali devono fornire l’accesso alla cannabis ai pazienti, anche se sono dietro le sbarre.

Dopo che Montaño è stato condannato, ha completato con successo un programma di trattamento della salute mentale ordinato dal tribunale e gli è stato permesso di scontare una pena di 90 giorni di carcere agli arresti domiciliari. Tra le condizioni della sentenza c’era il requisito che Montaño non facesse uso di droghe illegali. Dopo che le autorità hanno saputo dell’uso di cannnabis medica da parte di Montaño, questo è stato incarcerato per più di 30 giorni per aver violato i termini della sua sentenza.

Ma il giudice ha stabilito che come paziente qualificato per la cannabis medica, Montaño aveva il diritto di usarla secondo la legge del Nuovo Messico, che l’ha resa legale nel 2007. «Questa è un’importante vittoria non solo per il signor Montaño, ma per ogni paziente di cannabis medica nel Nuovo Messico e in tutti gli Stati Uniti», ha sottolineato Duke Rodriquez, CEO e presidente di Ultra Health, il più grande fornitore di marijuana medica del New Mexico.

Jacob Candelaria, senatore democratico nonché avvocato dell’imputato, dopo aver sottolineato di essere pronto a presentare un’azione legale contro qualsiasi struttura correzionale che non implementerà la sentenza, ha poi detto: «Come avvocato, non capita tutti i giorni una decisione di questa importanza e ampiezza nella propria carriera».

Fonte: cannabisterapeutica.info

Articolo originale su Dolce Vita Online

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